Aleandra Maddaloni
Costei era solita approfittare delle assenze del marito per sedurre
i giovani che conosceva..
Dopo essersi saziata, Aleandra faceva eliminare i suoi amanti da un
servo fidato. Purtroppo per lei, queste scappatelle furono presto
scoperte dal marito che la fece murare viva in una torre del castello.
Ancora oggi, Aleandra pare andare alla ricerca di nuove avventure:
diverse persone affermano di averla incontrata e di aver ricevuto
"attenzioni particolari".
Francesco Marrocco ( Tartaglia )
anziano capo bandito chiamato Francesco Marocco ,
soprannominato Tartaglia.
Le dichiarazioni rilasciate ai giudici dai numerosi testimoni ascoltati
dopo il suo arresto ci descrivono un fuorilegge quasi leggendario,
che "ne aveva fatte tante, che non c'era stato mai nessuno che ne
aveva fatte più di lui, né Marco di Sciarra, né Battistella, né
Pacchiarotto, né altri banditi famosi".
Eppure le uniche tracce di questo bandito giunte sino a noi sono
proprio quelle contenute nei verbali dei processi del Tribunale del
governatore, che era l'autorità competente nei giudizi contro i banditi.
Questi atti, preziosi per conoscere la cultura e le abitudini delle
popolazioni dell'epoca, sono oggi conservati nell'Archivio di Stato
di Roma, in corso Rinascimento, a due passi da piazza Navona.
Il mitico Tartaglia ha dunque goduto di una gloria effimera, come
quasi tutti i paladini popolari dei secoli scorsi, dimenticati da libri e
manuali e relegati nel campo della "storia che si ricorda".
Tartaglia
era
nato a Vicalvi, compreso all'epoca nel Regno di Napoli, ma
fu ben presto costretto a fuggire dalla sua patria in quanto autore di
un
omicidio. Un giorno infatti era riuscito a scovare uno degli assassini di suo
fratello e dopo averlo costretto a raccontare il motivo dell'uccisione fratello, lo uccise. Questo di nome Tommaso Campagna gli disse
che l'aveva fatto su richiesta
d'alcuni di Vicalvi che avevano promesso
dieci scudi per uno.
Iniziava così una carriera che ben presto lo avrebbe portato ad essere protagonista di episodi clamorosi come quando, più o meno nel 1570, decise di vendicare la morte del fratello e, insieme ad altri quattordici banditi la mattina della festa del Corpus Domini entrò in Vicalvi, tagliarono la fune delle campane, mentre si celebrava la messa entrarono in Chiesa, catturarono dieci persone legandole con le fune delle campane e davanti alla porta della Chiesa l'amazzorono. Dieci furono li morti, e tra l'altri ci fu un notaio con tre figlioli.
Dopo aver rascorso alcuni anni nello Stato di Bracciano al servizio di Paolo Giordano Orsini., insieme ad altri fuorilegge, Marcello Accoramboni e Paluzzo Mattei. (
All'epoca i nobili, per risolvere le loro inimicizie o per motivi di difesa
personale si servivano molto spesso dei banditi, uomini d'azione che, esperti di
armi combattimenti, erano certamente, per questo scopo, i più affidabili. )
Sul suo capo pendeva intanto una taglia di 300 scudi messagli da Gregorio XIII per i delitti commessi fra Formello e Bracciano. Francesco ormai anziano decise di lasciare la Sicilia per recuperare alcuni suoi beni che gli erano stati tolti "della giustizia", per un debito non pagato.
Era quindi tornato a Roma "vivendo per l'amor de Dio accattando": e quando dopo dieci giorni fu catturato, "morto de fame", stava lavorando in un campo.
L'anziano
bandito, come viene riferito dallo sbirro che effettuò il suo arresto, "è
tutto corvellato d'archibusciate per la vita". Lo stesso Tartaglia
descrive al giudice in che modo gli furono provocate le ferite, ricordate dalle
numerose cicatrici che ricoprono il suo corpo: "questa poca parte
dell'orecchio sinistro che me manca fu un archibusciata... questa cicatrice
sulla gola sono state pugnalate"... "queste archibusciate che ho nella mano
et nelli fianchi mi furono tirate a Sacrofano mentre tagliavo il grano e l'orzo a tradimento da un certo Figura da Sacrofano. In un'epoca in cui spesso, data
l'assenza di cure efficaci, si moriva anche in seguito a ferite molto lievi,
Tartaglia sembra quasi circondato da un alone di invulnerabilità. Suo cugino
Arcangelo ad esempio, nel parlare di lui, arricchisce il racconto di molti
particolari, sicuramente frutto della fantasia di quest'uomo, che evidenziano
però l'ammirazione per il capo bandito, capace di togliersi "da se stesso
un pugnale dalla gola".
L'anziano
fuorilegge, vecchio "di mille anni" secondo il garzone catturato
insieme a lui, non conosce la propria età, ma riferisce di ricordare tre
giubilei: dovrebbe quindi avere fra i sessantacinque e i settant'anni, una meta
veramente invidiabile per un bandito del suo calibro!
Nel corso degli interrogatori cui viene sottoposto, Francesco fa di tutto per presentarsi come un uomo stanco, che non desidera altro che un po' di tranquillità e per il quale i tempi delle clamorose azioni sono solo un lontano ricordo, tanto da scoppiare in lacrime di fronte ai giudici implorando misericordia. Ma le dichiarazioni dei numerosi testimoni esaminati fanno emergere una figura ben diversa facendo accostare Francesco ai più celebri fuorilegge degli ultimi anni del Cinquecento!
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